E' la mancanza di spazio, la mancanza di movimento,
il tempo caduto in terra che si divincola nell'ultimo spasmo elettrico di elettricità, (e gli pesto la testa che fa croc. un croc sordo che risuona nel suono, vibrando per un eterno sempre-mai).
Tipo che io spalanco le ali spalancate e rotte, tutte bucherellate che non si capisce se sono strappate o mi c'hanno sparato dentro tipo cartello in sardegna,
le ali da Icaro tossico bruciato dai fumi della colla che si scioglieva al sole di colla,
Poi c'è tutta una processione di transeussuali in fiamme, che balenano flebili nel buio delle autostrade illuminando a scatti le luci illuminate a scatti, gli occhi tristi delle vacche tristi che vanno al macello e più o meno l'hanno capito,
e poi tutto un precipitare quando sei lì lì per esultare e cambi espressione di colpo, tipo avessi visto il diavolo o la tua faccia nello specchio,
che con le ali spezzate da Hitler a Gesù Cristo eravamo tutti disperati, troncati, martoriati, che gridavamo al cielo ogni notte, fino a spaccarci la gola per poi bruciare tutti sbucciati, rannicchiati come topi su noi stessi, con le ginocchia in bocca,
tutti tutti tutti perdutamente innamorati,
dell'amore.
(O forse di un tuo sorriso, o forse di un tuo sospiro, o forse di quel bacio che mi è caduto in terra e dovrò tornarlo a cercare con la luce del cellulare, sperando non si sia rotto).